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“Termina a sud-est, l’Italia,
in una penisola bagnata da due mari,
distesa tra lo Ionio e l’Adriatico.
Vi passarono da sempre molte genti
e la piccola penisola fece da ponte
tra oriente e occidente, nel corso del
tempo e della storia, nel Mediterraneo.
Le sue rocce hanno natura carsica.
I suoi venti sono lo scirocco e la tramontana.

Prezioso come
un libro d'arte

 

Si usa come una guida

 

Si legge come
un romanzo

In età aragonese e spagnola una piccola
e diffusa nobiltà feudale la decorò
di castelli e palazzi.
La sua anima si dice sia rimasta dionisiaca e materna.
Gli artisti vi elaborarono una propria arte barocca.
Le sue piante sono la vite e l’ulivo.
Il suo spirito rimase sempre appassionato e devozionale.
Il suo vino nasce da uve di primitivo e di negroamaro
Ed è terra di lacrima, di rossi, di rosati.
Delle sue genti riferiva Varrone che
“furono chiamati salentini
poiché avevano fatto amicizia in mare (in salo)”

 

 

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Con queste parole che compongono il testo di apertura
il fotografo Marcello Moscara ci anticipa quel che le pagine ora
ci mostreranno ed anche quel che percepiremo e capiremo di questa terra una volta avuto il libro tra le mani. Una narrazione visiva che, attraverso splendide fotografie sapientemente montate in sequenze che hanno il ritmo di un film, lascia vedere un Salento tanto fuori dai clichè e tanto entusiasmante da apparire inedito agli stessi salentini.